Event > 05.05.20

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Argomento della serata “Ci chiamavano fascisti. Eravamo italiani” di Jan Bernas.

 

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia si trovano senza alcuna difesa di fronte all’odio etnico-nazionalista del regime di Tito, deciso a jugoslavizzare quei territori. In 350mila fuggono, per essere accolti in Italia tra diffidenza e indifferenza. Altri decidono di rimanere, riscoprendosi giorno dopo giorno stranieri a casa propria. A questi si aggiungono gli italiani del controesodo: comunisti partiti alla volta della Jugoslavia per costruire il Sol dell’avvenire. Un sogno finito nei campi di concentramento titini. Paradossalmente, tutti subiscono la stessa accusa: “Fascisti!”. Gli esuli, perché in fuga dal paradiso socialista. I rimasti, perché italiani. In questo libro sono raccolte le testimonianze dei protagonisti di questa odissea: le loro parole prendono per mano il lettore e lo accompagnano lungo tutto il cammino che condusse un popolo con lingua e tradizioni comuni a dividersi irrimediabilmente. Un cono di luce che si accende su una pagina di storia italiana troppo spesso dimenticata o raccontata solo attraverso gli opportunismi della politica.

 

Jan Zdzislaw Bernas (Roma, 1978) è giornalista e fotografo. Ha pubblicato il suo primo libro Ci chiamavano fascisti. Eravamo italiani (2010) con Mursia. È coautore della sceneggiatura dello spettacolo teatrale Magazzino18. Con Mondadori ha pubblicato il libro Magazzino 18 (2014) e l’omonimo inserto fotografico. Fotografo di scena per vari spettacoli teatrali tra cui Rent e per il duo di musica e poesia napoletana LeRondinella.

 

Info: 347 2282087, 347 1269501, sfi.vco@gmail.com

Organizzazione a cura di Società Filosofica Italiana – sezione VCO.

 

Scarica qui la locandina!


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