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Frazioni di Baveno





LOITA

 

Facile da raggiungere la frazione di Loita regala un panorama mozzafiato del golfo Borromeo, la riviera di Baveno, la penisola di Pallanza e tutt’intorno le montagne. Un’incantevole chiesetta bianca dedicata a S.Fermo, domina scenograficamente il paesaggio e la posizione ‘a terrazzo’ la rende uno straordinario belvedere dal quale si gode una delle più belle vedute del Lago Maggiore. Inserito armonicamente nel contesto l’edificio, più volte restaurato, ha al suo interno una cappella dedicata a S. Barbara, patrona dei minatori, eretta nel 1905 dal polverificio Salvi e Locatelli dopo un’esplosione che aveva causato la morte di un operaio. 

RONCARO

 

 

La strada panoramica si conclude a Roncaro con l'oratorio dell’Addolorata; nel 1821 fu aggiunto il portico riutilizzando le colonne di granito della vecchia chiesa di Stresa e il campanile reca la data del 1830. Di fronte troviamo in un antico cortile, inciso su un sedile in pietra locale il gioco degli scalpellini o ‘tavola mulino’ con alcune coppelle. Superata la chiesa, si accede al parco pubblico ben ombreggiato e con scivoli per bimbi. Per la spettacolare vista sul lago, proprio di fronte all’Isola dei Pescatori, il nucleo tradizionalmente agricolo si trasformò, dalla seconda metà dell’800, in un ricercato luogo di villeggiatura come testimoniano le numerose ville edificate in quel periodo. Tra queste Villa Carosio (1907-1910)progettata dall’architetto Giuseppe Sommaruga (1867-1917) grande firma del Liberty italiano. 

ROMANICO

 

 

A dieci minuti dal centro di Baveno si trova Romanico, piccola frazione di antica vocazione agricola. Il piccolo agglomerato di cascine e case è caratterizzato da un'edilizia semplice. Arrivando a Romanico in uno spigolo di una casa, è murato il busto, scolpito negli anni ’30, di una donna in pietra scura . L’oratorio di S. Giuseppe risale al 1633 ed è stato restaurato nel 1952. Ha un piccolo pronao in facciata con colonne in granito e all’interno affreschi di G. Gaddia. Poco più avanti si trova il rione Milnese che può essere raggiunto anche dall’omonima strada, una via molto stretta che sale dal porto [loc. Molino di Ripa] e costeggia i parchi delle ville adiacenti. Qui è conservata una cappella a portico affrescata con la Madonna delle Grazie e alcuni Santi taumaturghi.

 

OLTREFIUME

 

 

Il piccolo nucleo rurale, posto oltre il torrente Selva Spessa, si trasformò, nell’800, in un’area industriale, sede del più numeroso insediamento di scalpellini e luogo di commercio di minerali.  Attualmente a documentarne la presenza, l’operosità e la tradizionale abilità nella lavorazione del granito restano solo dei manufatti in pietra inseriti nelle graziose case. Il più suggestivo è il portale decorato con motivi floreali dell’Antica Osteria del Portico che si affaccia sulla piazzetta della chiesa di S. Pietro Martire risalente ai primi anni del ‘700. All’interno un crocefisso in marmo di antica fattura. Di fronte Villa Mussi  in stile Liberty in cui abitò Francesco Cazzamini Mussi (1888-1952) storico e poeta, amico e collaboratore di Marino Moretti. Il grande Parco pubblico ospita eventi estivi.

FERIOLO

 

Incantevole località (a 3 km da Baveno) situata in una insenatura naturale di rara bellezza. Oggi è una ricercata meta del turismo all’aria aperta. L’antica Ferreolum Castrum, della quale rimane il rudere della Torre su un colle a guardia del paese, ben visibile dall’autostrada, fu punto di passaggio obbligato per il commercio fluviale con l’Ossola; il villaggio di pescatori e scalpellini fu importante centro commerciale di prodotti (pesce dei torrenti alpini, burro, fieno, legna da ardere e carbone) e luogo di lavorazione e d’imbarco dei celebri marmi e graniti della zona: il marmo di Candoglia, il bianco di Ornavasso, il granito bianco di Montorfano e il rosa di Baveno.  Presso il rudere della vecchia torre, variamente attribuita all’epoca romana o al medioevo, sono stati rinvenuti diversi reperti archeologici ora conservati presso il Museo L. Pigorini di Roma. A Feriolo il Conte Carlo III Borromeo (1586-1652) fece costruire delle stalle per l’allevamento di giumente olandesi. Il maestoso progetto rimase incompiuto, ma un locale fu trasformato in oratorio dedicato a S. Carlo Borromeo (XVII sec.) che, ampliato nei secoli successivi, è diventato parrocchia nel 1831. Il lungolago che costeggia la spiaggia, offre numerosi bar e ristoranti ed è punto di partenza per  praticare diverse attività sportive quali pesca, sub, sci nautico, vela e canoa.